Il Sentiero dei Briganti
Questo percorso viene realizzato per la Route Nazionale RS dal Clan/Fuoco “Bud Blazing” del Bernalda 1; per presentare la Basilicata agli altri scout, nasce l’emozionante sfida di guidare altri clan alla scoperta del Parco Nazionale del Pollino, una delle meraviglie più selvagge d’Italia.
Per raggiungere le vette, si sceglie “La via dei Briganti”: un sentiero denso di significato storico, inteso come un’opportunità per riscattare e far conoscere l’autentica identità di una terra troppo spesso travisata. Un cammino guidato dalle parole storiche di Carmine Crocco: «La libertà non è cambiare padrone… è sentire forte il possesso di qualcosa, a cominciare dall’anima. È vivere di ciò che si ama.»
Con i suoi 192 mila ettari tra Basilicata e Calabria, il Pollino si rivela come uno straordinario giardino botanico e un rifugio per specie protette (come il lupo appenninico e i nibbi reali). Simbolo eterno del parco è il Pino Loricato, una conifera rarissima che sfida i secoli aggrappata alle rocce, la cui corteccia ricorda le antiche corazze dei guerrieri romani. Lungo i passi di questo cammino, si attraversano borghi arroccati medievali, animati da pastori, artigiani e dalle comunità Albanesi che custodiscono gelosamente lingue e tradizioni millenarie.
Passo dopo passo, chilometro dopo chilometro, quel sentiero diventa uno spazio intimo di profonda riflessione sulla propria storia, sulle scelte di vita e sulle mete da raggiungere. Solo alla fine giunge la sorpresa più grande: quel percorso così fortemente voluto e autogestito viene designato ufficialmente come la Route Nazionale 001.
Il percorso – “IL SENTIERO DEI BRIGANTI“ – Noepoli -> Grande porta del Pollino
| GIORNO | PARTENZA | ORE | ARRIVO | ORE |
| 1° | Noepoli | 17:00 | Area A. Farneta | 20:00 |
| 2° | Area A. Farneta | 8:30 | Acquafredda | 13:00 |
| 3° | Acquafredda | 8:30 | Acquatremola | 13:00 |
| 4° | Acquatremola | 8:30 | Santuario Madonna del Pollino | 13:00 |
| 5° | Santuario Madonna del Pollino* | 8:30 | “Grande Porta” | 19:00 |
| 6° | Madonna del Pollino | 7:00 | Rientro a San Severino** |
* Escursione A/R **San Severino è il comune di appartenenza del santuario Madonna del Pollino
TAPPE DELLA ROUTE
1 GIORNO – NOEPOLI – AREA ATTREZZATA “FARNETA” (NOEPOLI)

Sentiero “Belvedere” e “Farnetello” (PARZIALE)
Il sentiero, abbastanza tortuoso, si inoltra in una fitta vegetazione con prevalenza di piante di farnetto, leccio e castagno.
A circa 1.200 m dall’inizio del sentiero si giunge ad un punto panoramico da cui si può ammirare uno scorcio della vallata del Torrente Sarmento, verso San Giorgio Lucano ed in primo piano alcune grotte. Inoltre, da questo punto è possibile ammirare le vette Serra Ciavole e Serra Crispo del Massiccio del Pollino. Il sentiero termina con un belvedere da cui è possibile ammirare numerosi paesi delle province di Potenza e Matera, l’invaso di Monte Cotugno e, durante le giornate limpide, la costa jonica. In primo piano è visibile l’abitato di Noepoli con una visuale generale che lo rende visibile nella sua struttura urbanistica. A seguire ha inizio il sentiero Farnetello con un tratto di percorso di 1000 m a fondo sterrato. Il tragitto è di facile percorribilità in quanto attraversa un altopiano Tutta la zona della Farneta rappresenta un ampio terrazzo morfologico identificatosi a livello del mare qualche milione di anni fa ed attualmente dislocato dai movimenti tettonici a quota 800-900 m s.l.m.
Passata la prima parte del sentiero si incontra la Colonia Montana di Noepoli, la quale presenta due campi da tennis, un campo polivalente, un campo da bocce e un’area attrezzata con panchine e tavoli ed un’ampia tettoia. La seconda metà del sentiero lunga circa 1350 m ha inizio nei pressi della Colonia Montana e termina in località Farnetello, in agro del Comune di Noepoli.
Qui sono presenti boschi di roverella e di farnetto che lungo i bordi del terrazzo vengono sostituiti da una folta macchia mediterranea in cui predominano il leccio, l’orniello, il carpino, il ginepro e gruppi arbustivi di lentisco, ligustri, cornioli, biancospini e ginestre. Frequentemente le specie autoctone convivono con specie introdotte costituite quasi essenzialmente da conifere.
La restante parte del tragitto presenta una pavimentazione in conglomerato bituminoso.
2 GIORNO – AREA ATTREZZATA “FARNETA” (NOEPOLI) – “ACQUAFREDDA” (S.COSTANTINO ALBANESE)

Sentiero “Farnetello” (PARZIALE) – “ACQUAFREDDA”
Il sentiero per Acquafredda, percorribile a piedi, in mountain bike e con altri mezzi, ha inizio in località Farnetello in agro del Comune di Noepoli e termina in località Acquafredda in agro del comune di San Costantino Albanese. Nel tratto iniziale si percorre l’area SIC Bosco della Farneta, complesso boscato che vede la presenza prevalente del farnetto. Più avanti, dopo l’area attrezzata Farneta, il sentiero, lambendo il bosco di castagni Goronezza, attraversa il bosco “Freshazit”, che presenta cerri di alto fusto; alla fine della cerreta si nota la presenza di imponenti castagni secolari. Proseguendo, sulla destra, si scorge Timpa San Nicola (1.078 m s.l.m.).
Il rinvenimento di frammenti di terracotta, che affiorano lungo la strada, indicano la presenza di un antico abitato, la cui esistenza è stata tramandata nei secoli ma mai appurata da campagne di scavo. Sulla sinistra si scorgono gli abitati di San Costantino Albanese, San Paolo Albanese e Cersosimo mentre sulla destra si intravedono le cime del massiccio del Pollino.
Da qui si nota immediatamente la differenza di forme e colori che compongono il paesaggio innanzi. Predomina il grigio-nerastro di argille che colano inesorabilmente verso valle sradicando tutto ciò che incontrano lungo il loro cammino.
Di fronte Piano Battaglia dove veniva segnalata un’area archeologica ormai completamente cancellata dal susseguirsi di numerosi fenomeni di frana. A destra di Piano Battaglia vi è l’innesto con la strada Martorino-Venticalia. In tali località vi è la presenza di numerose aziende agrituristiche.
Da Piano Battaglia proseguendo sulla sinistra ci si innesta sulla S.P. n° 63 “Del Rubbio” per poi immettersi sulla strada comunale Noepoli-Terranova con fondo sterrato.
Più avanti si segue la strada comunale “Acquafredda”, con fondo asfaltato. Prima di raggiungere la località “Acquafredda” sulla sinistra vi è l’incrocio con la strada comunale che porta a bosco Lanzatico, di proprietà del Comune di San Costantino Albanese.
Lungo tale strada, a breve distanza, si trovano le fontane denominate “Brescia” e “Chiesa”. Il sentiero termina in località Acquafredda in agro di San Costantino Albanese. In tale luogo vi è la presenza di un rifugio montano. Ad Acquafredda è localizzata un’ampia area attrezzata, con due fontane, tavoli in legno e panchine. Vi è la presenza di una chiesetta di montagna. La vista spazia sul Monte Caramola e sulle valli del Sinni e del Rubbio.
3 GIORNO – SENTIERO “ACQUAFREDDA – CATUSA – ACQUATREMOLA”

Sentiero “Acquafredda – Catusa – Acquatremola”
Dalla località Acquafredda si raggiungono le località Pietrasasso, la sorgente Catusa, e la località di Acquatremola, punto di arrivo. Fino alla sorgente di Catusa il sentiero si percorre un dislivello di 238 m con una pendenza media del 4,6%. F Al km 0,942 vi è l’innesto per il Belvedere di San Costantino, posto a circa 800 metri dal sentiero principale.
Dal Belvedere vi è una visuale di 360°. Alla progressiva km 1,915 vi è l’incrocio con la strada Pietrasasso-Tavernola-Terranova e Pietrasasso-Vernile. Da questo punto, si scorge, in tutta la sua imponenza, Timpa Pietrasasso, uno sperone di roccia di origine lavica, che si eleva a punta come un monolite su una vegetazione punteggiata da secolari agrifogli.
Al km 3,630, sulla sinistra, si trova una fontana detta “Del Salinaro”, immersa in un faggeto secolare. Un’altra fontana si trova al km 4,150, sulla sinistra, a circa 20 m dal sentiero. Al km 4,310 si trova l’incrocio per Casa del Conte e per sorgente Catusa. Sulla sinistra si può ammirare Timpa delle Murge, dove ad una quota di circa 1.300 m s.l.m. si apre un sipario straordinario in cui le rocce presenti assumono forme e colori irreali. Si tratta di effusioni basaltiche
sottomarine che formano pareti a cuscino di lava (pillow lave) sormontate da una copertura sedimentata costituita da rocce di colore rosso, blu e verde derivanti dalla dissoluzione di organismi a guscio siliceo (radiolari). Si osservano in tale zona roverelle (Quercus pubensces) e faggi (Fagus sylvatica) mentre il substrato arido è colonizzato da caratteristiche macchie di agrifoglio (Ilex aquifolium). Molto diffuse sono le piante grasse quali l’Euforbia e il Semprevivo.
4 GIORNO – “ACQUATREMOLA” (TERRANOVA) – “MADONNA DEL POLLINO” (S. SEVERINO LUCANO)

Acquatremola – BIVIO SAN SEVERINO – MADONNA DEL POLLINO
Dalla località Acquatremola si scende fino al bivio per San Severino per poi procedere in salita fino al Santuario della Madonna del Pollino a quota 1537m slm. Partendo dalla località Acquatremola si percorre la strada comunale per San Saverino (manto stradale bitumato) e dopo un breve tratto iniziale in salita, in prossimità del monte Pelato, si prosegue per circa 2,5 Km in discesa fino a raggiungere il bivio di San Severino a quota 1206m s.l.m.
Giunti al bivio, sulla sinistra vi è un primo tratto in salita di circa 1,5km con una pendenza del 4% . Raggiunto il punto d’acqua di Fosso Iannace si avanza verso la seconda salita piuttosto ripida, in questo caso il 12% di pendenza, che terminerà al Santuario della Madonna del Pollino posizionato sul crinale “Serra del Cerro“.
Dopo aver concluso la salita sulla sinistra si scorge la vetta del pollino mentre sulla destra è situato il Santuario composta da alcune strutture ricettive e da una chiesetta con all’interno la statua della Madonna. Da questo posto è possibile osservare uno dei più spettacolari panorami di tutto il parco del Pollino.
In primo piano le zone di Cugno dell’Agro, Piana di San Francesco e Piano del Cerro, dove è presente l’associazione abete-faggio, [abete bianco (Albies alba) e faggio comune (Fagus sylvatica] altra rarità botanica, sopravvissuta, anch’essa, all’era glaciale.
In quest’area sono presenti rarità faunistiche quali il lupo appenninico, l’aquila reale, il picchio nero, il falco pellegrino, il gufo reale, il corvo imperiale.
5 GIORNO – ESCURSIONE “GRANDE PORTA DEL POLLINO”

Sentiero “Madonna Del Pollino – Grande Porta Del Pollino”
Dal Santuario della Madonna del Pollino percorrendo un sentiero tutto in salita che attraversa il Fosso delle carceri e successivamente Piano Iannace si arriva ai piani del Pollino e quindi alla Grande Porta situata tra Serra delle Ciavole e Serra di Crispo.
Il percorso inizia costeggiando la parte superiore del Piano di Cerro, in questo tratto iniziale la vegetazione è abbastanza scarna, ma si fa via via sempre più fitta proseguendo in direzione Fosso delle Carceri situato a quota 1605m s.l.m. Si procede lungo il sentiero e dopo un altro tratto in salita si giunge dopo circa 1,2 km al Piano Iannace punto in cui convergono il sentiero che inizia dal Santuario della Madonna del Pollino con un secondo che ha origine ad Acquatremola.
L’ultimo tratto di strada è anche quello con una maggiore pendenza, per la prima metà dell’11,4% mentre la seconda del 7,3%. A circa metà del percorso c’è una sorgente naturale denominata “Fontana Ptt’Accurc’“. Dopo circa 50minuti di cammino si arriva ai Piani del Pollino, sicuramente il punto più affascinante di tutto il parco.
Qui “abita“ il famoso pino Loricato (Pinus heldreichii) una specie della famiglia delle Pinacee. È una specie che resiste bene anche al gelo, alla neve e ai forti venti e riesce a vivere dove altre specie non potrebbero. Inoltre è una pianta che vive molto a lungo, è stato certificato che il più longevo abbia raggiunto nel 1989 l’età di 963 anni. Sopportano suoli sottili e poveri e spesso fanno portamento spettacolare.
6 GIORNO – “MADONNA DEL POLLINO” – S. SEVERINO LUCANO

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